Essere morsi da animali o insetti durante un’escursione, un’attività agricola o una situazione di emergenza in ambiente naturale non è un’eventualità così rara come si potrebbe pensare. In condizioni normali si tende a prestare maggiore attenzione a ciò che ci circonda, ma durante una situazione critica, quando la stanchezza, lo stress o la necessità di muoversi rapidamente prendono il sopravvento, il rischio di incidenti aumenta notevolmente. Sebbene il bacino mediterraneo non ospiti una fauna particolarmente pericolosa rispetto alle regioni tropicali del pianeta, alcuni animali possono comunque rappresentare una seria minaccia per la salute. Tra questi vi è la vipera, l’unico serpente velenoso presente in gran parte del territorio italiano.
Le vipere sono animali schivi e prudenti. Contrariamente a quanto suggeriscono molti luoghi comuni, non attaccano l’uomo deliberatamente e tendono quasi sempre a fuggire quando percepiscono la sua presenza. Il morso avviene generalmente quando l’animale si sente minacciato o viene accidentalmente calpestato, disturbato o manipolato. Nonostante la probabilità di essere morsi sia relativamente bassa, si tratta comunque di un rischio concreto per chi frequenta boschi, montagne, pietraie, pascoli e zone ricoperte da vegetazione alta.
Il morso di vipera si riconosce spesso per la presenza di due piccoli fori lasciati dai denti veleniferi. Nella maggior parte dei casi provoca immediatamente un dolore intenso e localizzato. Dopo alcuni minuti la zona colpita tende a gonfiarsi e possono comparire arrossamenti o emorragie sottocutanee a chiazze. In molti soggetti si manifestano anche crampi e una sensazione di forte tensione nei tessuti circostanti.
Con il passare del tempo, generalmente tra i trenta minuti e l’ora successiva al morso, possono comparire sintomi più estesi. Tra questi vi sono vertigini, debolezza, mal di testa, abbassamento della pressione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca, nausea, vomito, diarrea e difficoltà respiratorie. La gravità dei sintomi dipende da numerosi fattori: la quantità di veleno inoculata, il peso corporeo della vittima, l’età, lo stato di salute generale e la sede del morso.
In una situazione di sopravvivenza, il primo obiettivo è mantenere la calma. L’agitazione e il panico accelerano il battito cardiaco e favoriscono una più rapida diffusione del veleno nell’organismo. Sedersi o sdraiarsi in una posizione comoda aiuta a limitare gli sforzi fisici e a controllare meglio la situazione. È importante evitare corse, camminate inutili o qualsiasi attività che possa aumentare la circolazione sanguigna.
Una volta raggiunta una posizione sicura, si può procedere alla pulizia della ferita. Se disponibili, si possono utilizzare acqua pulita, acqua ossigenata o altre soluzioni idonee alla detersione. Lo scopo principale è ridurre il rischio di contaminazioni e infezioni. È invece sconsigliato utilizzare alcool o sostanze alcoliche direttamente sulla ferita. Allo stesso modo, non bisogna assumere bevande alcoliche nella speranza di alleviare il dolore o calmare i nervi, poiché l’alcool può peggiorare gli effetti sistemici dell’avvelenamento.
Un accorgimento spesso trascurato consiste nel rimuovere tempestivamente anelli, bracciali, orologi o altri oggetti che potrebbero stringere l’arto colpito. Il gonfiore può infatti svilupparsi rapidamente e rendere impossibile la loro rimozione, causando ulteriori problemi circolatori.
In passato venivano consigliate pratiche oggi considerate inefficaci o addirittura pericolose. Non bisogna incidere la ferita con coltelli o lame, non bisogna cauterizzarla con il fuoco e non si deve tentare di succhiare il veleno con la bocca. Queste procedure aumentano il rischio di infezioni e possono provocare danni maggiori senza apportare alcun reale beneficio. Se si possiede una pompetta aspiratrice progettata appositamente per i morsi velenosi, questa può essere utilizzata immediatamente dopo il morso, seguendo le istruzioni del produttore, anche se la sua efficacia è limitata.
Una misura utile consiste nel bendare l’arto interessato con una fasciatura moderatamente compressiva e immobilizzarlo il più possibile. Lo scopo non è bloccare completamente la circolazione, ma limitare il movimento dei muscoli e rallentare la diffusione del veleno attraverso il sistema linfatico. Una stecca improvvisata con rami o altri materiali rigidi può contribuire a mantenere fermo l’arto durante l’attesa dei soccorsi.
Quando possibile, è fondamentale contattare immediatamente i servizi di emergenza o raggiungere un presidio sanitario. I moderni protocolli medici consentono di monitorare e trattare efficacemente la maggior parte dei casi. I sieri antivipera, quando necessari, devono essere somministrati esclusivamente da personale sanitario qualificato, poiché possono provocare reazioni allergiche anche gravi.
Nel caso estremo in cui ci si trovi completamente isolati e privi di qualsiasi possibilità di soccorso, l’unica strategia consiste nel limitare i movimenti, mantenersi idratati e attendere che l’organismo reagisca all’avvelenamento. Fortunatamente molti morsi di vipera non risultano mortali, sia perché la quantità di veleno inoculata può essere modesta, sia perché talvolta il serpente effettua un cosiddetto “morso secco”, cioè senza iniettare veleno. Tuttavia non bisogna mai sottovalutare la situazione né considerarsi al sicuro.
La prevenzione rimane l’arma più efficace. Durante le escursioni è consigliabile indossare scarponi robusti che proteggano la caviglia, pantaloni lunghi e calze spesse. Questi semplici indumenti possono ridurre notevolmente la probabilità che i denti della vipera raggiungano la pelle. È opportuno evitare di camminare a piedi nudi o con calzature leggere in aree dove potrebbero essere presenti serpenti.
Le vipere amano sostare in luoghi assolati, tra rocce, muretti a secco, cataste di legna e cespugli. Tuttavia possono trovarsi anche nell’erba alta o sotto tronchi caduti. Per questo motivo è sempre importante osservare con attenzione dove si mettono piedi e mani. Prima di sollevare pietre, rami o altri oggetti, è buona norma ispezionare visivamente l’area e utilizzare guanti resistenti.
Conoscere il comportamento delle vipere, adottare adeguate misure preventive e sapere come reagire in caso di morso può fare la differenza tra un semplice incidente e una situazione estremamente pericolosa. In qualsiasi scenario di sopravvivenza, la preparazione e la prudenza rappresentano sempre le migliori alleate.
Vipera comune - V. aspis
Vipera dell’Orsini - V. ursinii
Marasso - V. berus
Vipera dal corno – V. ammodytes
Nel Manuale sono elencate e descritte tutte le altre specie animali pericolose, con le istruzioni necessarie per evitarle e curarsi.