Durante situazioni emergenziali, sarete inevitabilmente esposti ad eventi e traumi in grado di arrecarvi anche gravi ferite e impedimenti fisici; in queste circostanze e senza nessun aiuto ospedaliero vi troverete molto probabilmente con scarse possibilità di sopravvivere.
Lo scopo di questo capitolo è aiutarvi con delle idee e semplici soluzioni che, in momenti di panico, potreste non considerare, agendo d’istinto in maniera errata. Molte di queste lesioni elencate necessitano di supporto medico. Nessuno si può improvvisare dottore o chirurgo, tuttavia, si dovrà fare il possibile per aiutare al meglio l’infortunato, cercando di farlo sopravvivere fino all’arrivo dei soccorsi.
Per ferite lievi o moderate, lavare bene con acqua corrente e pulire accuratamente la pelle circostante con acqua e sapone. Tamponate dolcemente fino a coagulazione o ricoprite con cerotti e compresse di garza sterili.
Per ferite di maggiore entità, sollevare la parte lesa per rallentare il flusso sanguigno e fermare l’emorragia comprimendo con garze o tessuti puliti; eseguire delle fasciature sufficientemente strette. Per la disinfezione non ricorrete a pomate o polveri, ma solo a disinfettanti come l’acqua ossigenata (o erbe medicinali), evitando di metterli direttamente sulla ferita aperta.
Per chi ha l’esperienza e i materiali, potrebbe intervenire con una sutura, avvicinando i lembi di pelle in modo da non creare avvallamenti o difetti che potrebbero portare a pessime cicatrici. Rimanere a mezzo cm dal taglio ed intervenire senza coinvolgere gli strati adiposi sottostanti. Il tipo di nodo dipende dalle capacità e dal tipo di trauma, tendenzialmente multiple asole sono meglio di una cucitura lunga e singola (foto), in quanto garantiranno maggior sicurezza in caso di rotture.
In alternativa si potranno impiegare gli appositi cerotti a strip o le cucitrici cutanee con apposite graffette metalliche per suturare velocemente.
Un metodo coraggioso e poco ortodosso per bloccare un’emorragia da una ferita di media intensità, consiste nel bruciare a sangue vivo la zona interessata usando una lama di coltello rovente. La lama va passata per qualche istante su una fiamma fino a renderla incandescente e, con un movimento deciso, va portata sulla ferita premendo forte per qualche secondo. Pulite bene la ferita e la zona circostante prima di cauterizzare, in modo da evitare che sporco e polveri si coagulino assieme al derma. Con tutta probabilità vi creerete cicatrici ancora maggiori, tuttavia avrete una possibilità di fermare l’emorragia.
In genere sanguinano molto perché la zona è molto vascolarizzata.
La pelle ferita del cuoio capelluto riesce a dilatarsi notevolmente e l’emorragia apparire più grave di quanto non sia, ma può essere associata anche alla frattura del cranio.
Arrestate l’emorragia effettuando la compressione locale. Mettete una grossa garza, o un tampone sterile sul cuoio capelluto e fasciatelo abbastanza stretto.
Se c’è una frattura o un corpo estraneo non praticate la compressione locale.
Se l’infortunato è cosciente, fatelo sdraiare col capo e le spalle leggermente sollevate. Controllate respiro, polso e grado di risposta agli stimoli ogni 10 minuti. Se è incosciente sistematelo nella posizione laterale di sicurezza.
Le si individua dal sanguinamento dentro o intorno alla bocca e dal dolore della parte lesa. I casi più gravi sono pericolosi data la posizione difficoltosa.
È importante impedire l’inalazione di sangue ed arrestare l’emorragia. Fate sedere l’infortunato col capo in avanti, sistemate un tampone sulla ferita e fate pressione.
Fate sputare il sangue all’infortunato, se l’emorragia continua per oltre 10-20 minuti è necessario il ricovero. Non fategli sciacquare la bocca per non compromettere la coagulazione.
Tutte le lesioni all’occhio sono potenzialmente gravi, anche le escoriazioni superficiali possono scalfire la cornea o provocare infezioni. In caso di lesione oculare si può avere la perdita parziale o totale della vista, anche senza lesioni visibili. Altri sintomi sono dolore e occhio iniettato di sangue, fuoriuscita di sangue o di liquido chiaro dalla ferita oculare e perdita della sfericità del globo.
Fate sdraiare il paziente sul dorso e tenetegli la testa immobile, non tentate di rimuovere eventuali corpi estranei conficcati nell’occhio.
Fate chiudere l’occhio e ricopritelo con una compressa sterile e assicuratela con un bendaggio poco teso. Per evitare movimenti dell’occhio infortunato è consigliabile bendare anche l’occhio sano.
Queste ferite sanguinano abbondantemente, soprattutto se accompagnate da fratture. Se la ferita è profonda anche i nervi e i tendini potrebbero ledersi.
Per arrestare l’emorragia, comprimete la ferita con garze o panni puliti.
Bendate il pugno ben stretto e legate sulle dita piegate per mantenere la compressione. Sostenete il braccio con una sciarpa.
Se è presente un corpo estraneo, seguite le indicazioni nel paragrafo relativo.
Adagiare il paziente in posizione sdraiata o seduta, la perdita massiva di sangue causa pericolosi cali di pressione con conseguente possibilità di svenimento.
Comprimere la ferita con garza, fazzoletti, materiale pulito (se non vi sono fratture nella stessa zona). Il tamponamento comprime i vasi sanguigni sul posto e rallenta il flusso del sangue, favorendo la formazione di un coagulo. Il tamponamento deve essere mantenuto da 5 a 10 minuti.
Se la ferita è all’estremità di un arto lo si può sollevare verso l’alto.
Se c’è un corpo estraneo conficcato nella ferita, si applica la compressione lateralmente. Se possibile, sollevate la parte colpita e mantenetela sollevata, diminuendo l’apporto di sangue.
Se l’emorragia non è arrestabile col tamponamento, o se è impossibile effettuare un’efficace compressione in loco (per esempio se ci sono gravi lacerazioni), potete arrestarla con la compressione a distanza fatta sul punto di compressione giusto, sempre tra la ferita e il cuore. Il punto di compressione è il luogo dove potete comprimere un’arteria contro l’osso sottostante per impedire il flusso del sangue oltre questo punto.
Non applicare mai lacci emostatici, soprattutto con materiale improvvisato, (poi difficile da rimuovere), se non in caso di estremo bisogno e come ultimo rimedio dopo che tutti gli altri non hanno avuto successo. L’uso improprio del laccio emostatico può causare gravi lesioni all’arto ed anche la morte. Le emorragie interne non sono visibili e quindi localizzabili.
L’effetto del laccio emostatico può provocare il cosiddetto stato di shock, ossia una diminuzione della pressione sanguigna agli organi vitali.
L’infortunato è in grave pericolo di vita se presenta pallore, sudorazione fredda, alterato stato di coscienza, polso rapido e debole, respirazione veloce. In questo caso adagiare il paziente in posizione orizzontale e sollevargli le gambe per favorire la presenza di sangue al tronco e al capo. Copritelo con una coperta e tenetelo al caldo.
È una situazione abbastanza comune dovuta ad una emorragia dei vasi sanguigni presenti nelle fosse nasali. Tuttavia, del liquido tinto di sangue che esce dal naso può essere indicativo di una frattura cranica.
Fate sedere l’infortunato con la testa leggermente china in avanti, slacciategli gli abiti intorno al collo e al torace. Consigliategli di respirare con la bocca e di pinzare il naso con due dita. Se ha del sangue in bocca fateglielo sputare, perché il sangue deglutito provoca nausea. Dopo 10 minuti smettete la pressione alle narici, se il sangue non è cessato, ripetete il trattamento.
Non fategli mai sollevare il capo.
Sempre tenendo la testa china, pulite delicatamente attorno al naso e alla bocca con un telo pulito imbevuto di acqua tiepida. Non toccate il naso. A emorragia cessata, non fare sforzi e non soffiare il naso per almeno 4 ore, per non impedire la formazione del coagulo.
Se l’emorragia continua per più di 30 minuti, o riprende, può esserci una situazione grave.
Rimuovete con cura tutti i piccoli corpi estranei dalla ferita con un pezzo di stoffa e facendo scorrere dell’acqua fredda.
Se un grosso corpo estraneo è conficcato nella pelle non tentate di toglierlo, i tessuti circostanti possono ledersi ancor più gravemente se lo si estrae e l’emorragia potrebbe peggiorare. Tuttavia, se dovete cavarvela da soli non ci sarà alternativa.
Se non lo si può estrarre senza rischio, coprite delicatamente con una garza, possibilmente sterile, o con un fazzoletto pulito. Mettete intorno alla ferita un cuscinetto di tessuto arrotolato a forma di ciambella in modo da evitare pressione sul corpo estraneo.
Assicuratelo con un bendaggio diagonale prestando attenzione di non passare sul corpo estraneo. Sollevate e immobilizzate la parte lesa il più possibile lontano dalla ferita.
Se l’infortunato è impalato su un oggetto a punta non tentate di spostarlo, la norma è quella di sostenere il peso del corpo e degli arti nel modo più confortevole possibile; in uno scenario di estrema sopravvivenza purtroppo ci sarà ben poco da fare.
...(continua sul Manuale)