La consapevolezza situazionale è un'abilità fondamentale non solo nella sopravvivenza, ma anche nella vita di tutti i giorni.
Si tratta della capacità di percepire ciò che accade intorno a sé, comprenderne il significato e prevedere cosa potrebbe succedere. Questo processo mentale continuo permette di prendere decisioni rapide ed efficaci, adattandosi a ogni situazione e cambiamento.
Purtroppo le persone della società moderna appaiono sempre più distratte, apatiche, mentalmente programmate per la routine quotidiana. Questo basso standard di attenzione può generare rischi per sé stessi e per gli altri. Un classico esempio di distrazione diffusa è l'utilizzo massivo degli smartphone in qualsiasi contesto. Essi alterano istantaneamente la percezione dell’ambiente circostante, aumentando vertiginosamente la probabilità di cadere vittime di un pericolo evitabile (non accorgersi di veicoli attraversando una strada, uscire di careggiata mentre si guida, farsi derubare o seguire da malintenzionati, non sentire rumori o segnali che possano identificare o precedere un'emergenza).
La perdita di consapevolezza situazionale si verifica nelle più disparate situazioni: un lavoro in cui è richiesta molta concentrazione, una chiacchierata concitata con un'altra persona, un semplice assopimento, la visione di un film ad alto volume, un videogioco impegnativo al computer, eccetera. Nessuno purtroppo è esente da distrazioni, ma il livello di guardia è opportuno che sia sempre attenzionato. Durante un'emergenza tale consapevolezza dovrà essere spinta ai massimi livelli.
Tramite osservazione e valutazione delle informazioni raccolte si riuscirà a proiettare le proprie azioni, anticipare i pericoli o quantomeno attutire le conseguenze. Si riportano degli esempi in un contesto di sopravvivenza in natura:
Soffermarsi e riconoscere i rumori, potrebbero essere causati da malintenzionati e non da animali o vento.
Conoscere gli animali: uccelli che smettono di cantare indicano talvolta un predatore o un pericolo maggiore, mentre se iniziano a starnazzare vivacemente potrebbero invece segnalare un temporale o un disastro ambientale imminente.
Riconoscere velocemente il cambio meteorologico, ad esempio l'odore o l'aria fresca che preannuncia pioggia, o la quiete prima di una tempesta.
Prevedere le fiamme del proprio focolare in base al cambio di direzione del vento, potrebbero diventare un pericolo in vicinanza del rifugio e delle attrezzature.
Analizzare il terreno: tracce recenti di persone o accampamenti in un territorio sconosciuto e ostile, suggeriscono di cambiare immediatamente zona.
Rendersi conto dell'orario in base al sole, ad esempio se ci stiamo allontanando troppo dal sentiero, per rincasare o iniziare a costruire un rifugio per tempo.
Una volta eravamo predatori, occorre tornare ad essere focalizzati e reattivi.
Ridurre le distrazioni: niente cuffiette o telefono mentre ci si sposta e limitarne l'uso anche in ambienti protetti. In linea generale si può asserire che l'utilizzo di informatica e intelligenza artificiale assopisce alcuni sensi naturali come la percezione e l'istinto.
Leggere l’ambiente: riconoscere tracce e comportamenti degli animali nella natura, le dinamiche sociali in un contesto urbano, razionalizzare le paure di un luogo fuori dalla confort zone.
Esercitare la mente: guardare e ascoltare cosa succede attorno, individuare le uscite e le vie di fuga nei locali e nei posti affollati, tenere d'occhio chi sembra comportarsi in modo sospetto, allontanarsi da qualsiasi potenziale precursore di incidente.
*(materiale bonus di approfondimento non contenuto nel Manuale)