È l’ortaggio più adatto per le crisi alimentari. Le patate sono sostanziose, crescono per molti mesi l’anno, sopravvivono a temperature piuttosto estreme e hanno un’ottima resa produttiva “utile”, ovvero senza scarto (3-4 kg di tuberi per metro quadrato).
Il terreno ottimale per la coltura delle patate deve essere adeguatamente vangato, smosso e drenante, per una profondità di 30-40 cm. La presenza di concime aumenta la crescita dei tuberi. Il pH indicato è intorno al 6, non aggiungete quindi troppa cenere.
Le patate si seminano a partire dalla primavera, le temperature medie devono essere oltre i 10°C (ideale 12-20°C). A seconda della zona climatica il periodo di piantumazione può variare tra febbraio e giugno, dove l’inverno è molto mite si può fare anche una semina autunnale, da settembre a ottobre, con raccolta in inverno.
La semina delle patate in realtà è una moltiplicazione per talee: il seme vero è contenuto nelle palline verdi che seguono la fioritura, mentre il tubero è un fusto modificato che funge da riserva di amido per la pianta. Nella semina per talea si possono usare patate intere gemmate ma anche pezzi di tubero, l’importante è che ci sia una parte sufficientemente grande che la pianta possa usare come supporto nutritivo per la crescita. Attendete quindi che le patate producano le gemme (lasciandole alla luce ma non al sole) e selezionate i tuberi o loro frazioni da seminare. Pezzi troppo piccoli saranno improduttivi.
Appoggiate le patate gemmate sul terreno, sotterrandole leggermente e lasciando che la gemma faccia appena capolino, irrigate ogni giorno senza eccedere e attendete che la piantina cresca di qualche centimetro. Ora è consigliabile fare un rincalzo, ovvero disporre della morbida terra (o mista paglia) sulle piantine, in modo da coprirle per metà, in tal modo tutelerete i tuberi da luce eccessiva, insetti ed erbacce. Man mano che la piantina crescerà si può fare anche un secondo rincalzo, stimolando la produzione di tuberi.
L’irrigazione è necessaria soprattutto durante la prima fase di crescita ed è preferibile farla al mattino o alla sera quando il terreno è più fresco, in tal modo si può contenere determinate infezioni batteriche che proliferano al caldo. Le patate andranno raccolte, con una zappetta o una forca, quando la pianta e tutto l’apparato fogliare sarà seccato.
È possibile coltivare le patate in vasi, ma anche in sacchi o qualsiasi contenitore sufficientemente grande. Le istruzioni solo le medesime, il vantaggio è che potrete spostarle, proteggerle meglio e isolarle da insetti o animali scavatori. Potete coltivare le patate in terra e paglia anche all’intero di reti metalliche disposte a cilindro, quelle che normalmente vengono utilizzate per sistemare le erbacce o l’umido.
Conservare le patate: Le patate vanno conservate al buio affinché non producano solanina, che le rende non commestibili. La presenza di eccessiva solanina si riconosce dal colore verde che assume il tubero già dall’esterno. La luce inoltre stimola la produzione delle gemme, quindi occorre tenere le patate coperte da un tessuto, in sacchi traspiranti o in cesti di vimini. Non vanno lavate prima della conservazione. Tra la raccolta delle patate e la comparsa dei germogli vi è il periodo di dormienza (tra 70 e 120 giorni). La dormienza aumenta se si conservano i tuberi al freddo (temperature di 1-5 gradi), così facendo però si trasforma buona parte dell’amido in zuccheri, per cui prima del consumo è necessario riportare per una settimana a temperatura ambiente la patata invertendo il processo.
Con le patate si preparano innumerevoli piatti semplici ma nutritivi: bollite da sole o assieme ad altre verdure da campo (come l’acidulo tarassaco) per la preparazione di minestre, fatte in purea e unite a qualche erba aromatica, al cartoccio o su una brace assieme alla loro pelle. Vietato mangiarle crude.
...(continua sul Manuale con altri ortaggi e tecniche di coltivazione)