Non si può negare che le armi da fuoco forniscano un vantaggio difensivo, soprattutto in situazioni di collasso sociale e guerriglia o in ambienti remoti dove la minaccia umana è concreta. Il solo possesso rappresenta una dissuasione contro aggressioni e intrusioni. In mani esperte, possono salvare la vita.
Tuttavia, la difesa armata è solo una delle tante esigenze in un contesto di sopravvivenza estrema. Molti si preparano per la “battaglia”, ma pochi si preparano per il “dopo”: settimane, mesi o anni in uno scenario degradato, dove la sopravvivenza dipenderà più da abilità quotidiane che da scontri diretti.
Possedere un’arma non significa automaticamente saperla usare in modo efficace, né saperla mantenere o rifornire. Occorre esercitazione, dedizione, responsabilità e sangue freddo. È tutt’altro che semplice usare un'arma da fuoco contro un'altra persona, senza una preparazione militare o esperienze reali sul campo. Si consideri, inoltre, che in scenari dove l’ordine pubblico è ancora presente (o plausibilmente ritorni), chi è “troppo armato” o chi ha commesso crimini, seppure in una certa maniera giustificabili, rischia facilmente di finire in guai penali.
Le armi possono anche attirare problemi, anziché risolverli. Chi vorrà predominare tenterà ad ogni modo di sottrarvele, diventereste il mirino di bande e sciacalli. I costi da sostenere sono un altro punto a sfavore, sia delle armi in sé, sia per le custodie, zaini o marsupi idonei per il trasporto, giubbotti anti-proiettili e protezioni (inevitabili se si intende approcciare uno scontro a fuoco) nonché il rifornimento di munizioni e la raccomandabile cassaforte o stanza blindata dove conservarle. Il porto d'armi, i restrittivi permessi, le visite periodiche e i rinnovi sono un ulteriore ostacolo per questo intento. Non è infine da sottovalutare, in ambito "basso profilo", che sarete registrati nelle banche dati di tutte le autorità competenti, vale a dire che in situazioni "anormali" potreste venire facilmente rintracciati, sottoposti a confisca o identificati come risorsa o minaccia.
Serve equilibrio, le armi da fuoco possono avere un ruolo importante nella difesa personale e in caso di estreme difficoltà, non sono però centrali nella filosofia del prepping, dove è più raccomandabile un approccio diversivo e conservativo.
Per chi già possiede armi, per lavoro o per collezionismo, avrà dalla sua parte una conoscenza pregressa e maturata che gli consentiranno un uso, si spera, ragionato e "utile" al bisogno. Per chi invece decide di acquistare un'arma solo a scopo preventivo o per sentirsi protetto, valuti coscientemente quanto detto nell'articolo. Attenzione anche alla falsa sicurezza che si ha quando si impugna un'arma senza esperienza, si può facilmente sbagliare mira, colpire innocenti, auto-ferirsi, porsi incautamente allo scoperto, eccetera.
Ciò considerato, nel caso si presentasse davvero la necessità di utilizzare in emergenza un'arma, questo capitolo può aiutare chiunque ad avere una panoramica basilare sul funzionamento delle principali categorie di armi nazionali.
...(continua sul Manuale)