L’archetto è una tecnica di accensione che sostituisce e facilita l’antico metodo di sfregamento manuale di un ramo su una base di legno, in cui occorrevano grande pazienza ed energia. Prendete un ramo verde (flessibile ma resistente) lungo almeno 50 cm e legate alle due estremità una corda, un laccio o una cinghia non tanto tesa, in modo da creare un arco. Avvolgete qualche giro di corda intorno ad un bastone di circa 30 cm con un diametro di 2 cm (non resinoso) il più secco e duro possibile. Il bastone fungerà da trapano, create quindi una punta a una delle estremità. Per non ferirvi la mano e per fare pressione sul bastone coprite l’estremità superiore con un legno duro, una pietra convessa, una conchiglia o un guscio.
Ora, preparate una tavoletta di legno secco spessa almeno 1 cm, che fungerà da base. Sul lato più largo della tavoletta scavate nella parte superiore un buco poco profondo (ad almeno 1 cm dal bordo), mentre nella parte inferiore corrispondente al buco fate una scanalatura a forma di V rovesciata, che servirà a raccogliere la polvere prodotta dallo sfregamento dell’archetto con la tavola. Proprio in questa polvere nerastra prodotta, si formerà la scintilla. Inserite il bastone nel foro della tavola e tenendola ferma con il piede fate ruotare il trapano muovendo avanti e in dietro l’archetto. Quando sentite odore di combustione aumentate la velocità e non fermatevi; quando nell’incisione a V si è accumulata abbastanza polvere nerastra, soffiate lentamente nella scanalatura e avvicinate l’esca (paglierino, erba secca). Al formarsi della fiamma aggiungete altra esca e poi unitela alla legna da ardere.